La nostra storia

La nostra storia

Pizzo Greco naturista nasce nel 1984 su proposta dell’allora dirigenza della FENAIT; l’idea imprenditoriale è raccolta da tre novelli imprenditori turistici già titolari di un piccolo campeggio sulla costa ionica calabrese in provincia di Crotone, Battaglia Domenico di origine calabrese, Rosso Sergio e Samarotto Mario Pietro di origini piemontesi.

La bellezza del luogo, la natura ancora selvaggia, la spiaggia di difficile accesso pubblico, sono state le condizioni ideali perché il naturismo si affermasse e la pratica si consolidasse negli anni, con un lento ma graduale sviluppo.
Oggi Pizzo Greco è una bella realtà nel panorama turistico ricettivo all’aria aperta naturista europeo, per numero delle presenze (abbiamo superato le 36.000 nel 2008), per varietà della clientela, dagli USA alla Russia, dalla Norvegia all’Australia, con una fortissima prevalenza di cittadini comunitari, e in ambito nazionale è l’unico che si affaccia direttamente sul mare.

La possibilità che ci è stata offerta di organizzare il 32° Congresso Mondiale Naturista, con la partecipazione dei rappresentanti delle 30 Federazioni nazionali che compongono la International Naturist Federation, rappresenta una magnifica occasione per far conoscere il mondo naturista senza pregiudizi e senza preconcetti evidenziando anche la componente economica in termini di ricaduta e di benefici sul territorio che questa forma di turismo (quasi sconosciuta in Italia) potrebbe portare al nostro paese.

Il naturismo

Il Naturismo o nudismo, come viene definito in alcune parti del mondo, è nato all’inizio del 20esimo secolo come movimento finalizzato alla salute e al benessere psichico e fisico e da allora è cresciuto a tal punto da diventare un movimento mondiale tra persone che considerano uno stile di vita senza vestiti benefico per la mente e per il corpo. Il naturismo è un ideale umanistico che prende spunto dal mondo classico greco e dai moderni precetti medici, psicologici ed ecologici, per avere un rapporto più corretto verso se stessi, gli altri e l’ambiente circostante.
La Federazione Naturista Internazionale (INF-FNI), che coordina un gruppo di circa 30 nazioni diverse, conta in questo momento di 2.5 milioni di membri iscritti. A questi si aggiungono tutte quelle persone che per ragioni di clima o di impegni di lavoro possono godere di uno stile di vita naturista limitatamente al periodo delle vacanze facendo così raggiungere il numero dei partecipanti al movimento a 10 milioni.
Per la maggior parte di questi individui l’idea di una vacanza confinata alla “fastidiosa prigione” di un costume sarebbe impensabile e per questo motivo negli ultimi anni si è assistito ad un aumento esponenziale dei luoghi di vacanza adatti ad ospitare questo tipo di clientela.
Essere naturista trascende il semplice gesto di togliersi il costume, è piuttosto uno stile di vita totalizzante caratterizzato da un certo modo di approcciarsi al mondo e al genere umano: “il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente” (definizione ufficiale di “Naturismo” coniata da Francis Schelstraete in occasione del XIV Congresso Naturista Mondiale del 1974).
La nudità è una parte essenziale del naturismo in quanto permette di ritornare ad una sorta di stato naturale in cui la sessualità si libera dei substrati artefatti per essere vissuta senza malizia, ossessione o perversione alcuna. La nudità in comune infatti ha come caratteristica quella di far dimenticare a chi la pratica, dopo un certo tempo necessario all’adattamento, di essere nudo creando così una sorta di parità, fratellanza e uguaglianza tra le persone. Spogliandosi dai simboli che li costringono ai loro status originali, i naturisti hanno la possibilità di svincolarsi dall’appartenenza di classe, genere, età o provenienza geografica.

“Questa è libertà assoluta, quella che ci libera dai nostri affanni, dalle nostre passioni, dall’oppressione del nostro inconscio, dall’ansia di essere aggrediti o anche solo criticati dal mondo convenzionale” (D. Agnoli, 2002). Infatti il corpo assume una funzione diversa rispetto al mondo tradizionale, al mondo dei “tessili” come lo si chiama in gergo naturista. Il corpo nudo è sempre considerato bello dal naturista in quanto opera d’arte in sé e ogni forma di oppressione, sfruttamento, maltrattamento dello stesso viene combattuta strenuamente dal movimento. Il corpo del naturista non dev’essere a tutti i costi bello secondo i parametri convenzionali, ma è bello in quanto luogo in cui si fondono salute fisica e psichica.

Il rispetto di sé, del benessere del proprio corpo e della propria mente viene perseguito attraverso un’alimentazione corretta, una vita sana e sportiva; il rispetto degli altri invece viene ricercato tentando di superare pregiudizi e gelosie. A fare da sfondo a questa etica naturista è fondamentale il rispetto, implicito nell’etimologia della parola stessa, verso l’ambiente circostante e la natura che generosamente ci ospita. L’esperienza naturista è, come tutte le esperienze umane è immersa in un contesto più ampio in cui non si può prescindere dalla natura “buona e cattiva” presente in ogni uomo. L’etica naturista (dal greco ethos, “norme di vita”) propone un insieme di regole utili ad equilibrare queste forze centrifughe, orientando l’individuo verso una vita naturale raggiunta attraverso la pratica della nudità integrale e collettiva. “La nudità in un mondo difficile è il mezzo più umile e più grande che ci consente di vedere oltre” (Lecocq).

Il territorio

Il territorio che ci ospita La Calabria occupa la parte meridionale della penisola italiana. Quasi tutta la regione è bagnata dal mare (le coste si estendono per ben 780 Km): a est dal Mar Tirreno e ad ovest e a Sud dal Mar Ionio. A Nord confina con la Basilicata, mentre a sud si affaccia sullo Stretto di Messina.
Le province sono cinque: Catanzaro (capoluogo di regione), Cosenza, Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria. Altri centri importanti, di interesse sia storico-culturale che turistico, sono Lamezia Terme, Soverato, Taverna, Tropea, Locri, Palmi, Villa San Giovanni, Acri, Castrovillari, Rossano.
Il territorio della Calabria è costituito da colline per il 49% e da montagne per il 42% e solo il 9% del territorio è pianeggiante. La vetta più alta è il Monte Pollino (2267 m.) mentre, nella Sila (foto a lato) e nell’Aspromonte, i rilievi raggiungono quasi i 2000 metri.
La Calabria è attraversata da fiumi a regime per lo più torrentizio (Amato, Crati, Neto, Savuto), i cui alvei sono detti “fiumare”. Principali laghi (numerosi sono i bacini artificiali): Arvo, Ampollino, Cecita. Ricca la vegetazione boschiva nonostante il notevole disboscamento operato in passato. Lungo la costa il clima è per lo più temperato, mentre sulle alture interne le temperature possono raggiungere livelli molto bassi nella stagione invernale.

La Calabria è una terra ricca di tradizioni, con un mare incontaminato, una natura lussureggiante e a tratti selvaggia, capolavori architettonici, artistici e un’ottima cucina mediterranea. Oltre alle celebri statue dei Bronzi di Riace, testimoni del passato glorioso di questa regione che fu parte della Magna Grecia, sono numerose le attrattive presenti in questa terra. Spettacolare e scenografica è la costa di Tropea.
La Calabria è una regione caratterizzata dalla duplice attrattiva turistica mare/montagna. Ha un’estensione enorme di coste, ma, pur presentando spiagge ineguagliabili, dai tratti frastagliati e dalle acque cristalline, il suo territorio al 90% è costituito da colline e montagne. Basti pensare che è l’unica regione italiana ad ospitare tre Parchi Nazionali (Pollino, Aspromonte e Sila).
Ma la Calabria non è soltanto un insieme di bellezze naturali: essa vanta più di 3000 anni di storia.
La vera essenza della regione è infatti da ricercarsi nell’immenso patrimonio di storia e tradizioni, molte delle quali sussistono ancora.
I calabresi hanno conservato molte testimonianze della vita di un tempo, negli usi, nei costumi, nella gastronomia, nella musica, nelle leggende, nelle poesie, nel teatro, nelle processioni e nelle cerimonie. Le produzioni agricole calabresi sono soprattutto destinate alla tavola (latte e formaggi, carni suine e salumi, ortaggi, da cui si ottengono squisite conserve, olio d’oliva, agrumi, ecc.).
Molte attività artigianali resistono alla modernità. Fra queste l’arte della tessitura a mano eseguita con antichi telai, la lavorazione del legno, al tornio o intagliandolo a mano, la lavorazione delle terrecotte e delle ceramiche, del ferro battuto e dei pregiati ricami e merletti.